Oggi metà settembre, quando è per l’arciere il tempo più lieto per stare all’aria aperta, nei boschi sotto le montagne; abbiamo consegnato Pantagruel al suo Arciere, Paolo Cussotto.
Il gruppo arcieri della Selva già da tempo a noi amici per diverse conoscenze, ha fatto giungere a scoprire Spino e la nostra storia anche a Hans, Paolo, Viviano, Massimo e Maurizio.
La bellezza è un valore universalmente riconosciuto, nel loro coinvolgimento pare che ognuno a suo modo la ricerchi.
Il primo che ha voluto conoscere la via dell’Arco ASL, è stato Hans . Successivamente Paolo a cogliere nelle geometrie dell’ASL, un motivo che da oggi scoprirà. E in ultimo Viviano. In trepidante attesa. Forse alla ricerca dell’essenziale, magari anche curiosi d’approcciarsi alla tecnica del tiro istintivo fluido. D’una scuola che guarda al naturale e considera dell’uomo, il benesseree le differenze intrinseche e caratterizzanti; pur rimanendo metodica .
Una giornata questa tra le altre gioiosa e di sogno.
Donato ha raccontato con trasporto le tappe fondamentali che lo portano ancora ad affacciarsi al mondo dell’Arcieria. Ha saputo accogliere le domande e restituire l’interesse, che a lui per primo ha permesso di vivere una passione così pienamente. I miei occhi hanno rivissuto, sentendolo raccontare del Maestro J.Marie, di una speranza che ancora illumina fino nel profondo tutto me stesso.
Abbiamo in mattinata, fatto volare parecchie frecce, poi affamati ci siamo ristorati alla tavola di mia madre; generosa padrona di casa.
Il tutto si è concluso con saluti e abbracci, con l’appuntamento prossimo per la consegna dell’arco di Viviano in preparazione.
Il tempo corre quando non ci affanniamo, e regala giorni così, da ricordare.
Chiudendo mi rotorna alla mente Donato che parlando di come, per diventare un bravo arciere, non è la quantità che serve, anche se di certo non è mancato il cibo in tavola. Ma che
la qualità vuole scelto l’obbiettivo, piccolo o grande che sia
Sergio due tassi


















