Frecce in legno

 

 

 

Sono del parere che la freccia è un elemento di fondamentale e primaria importanza.
È questo tondino di legno, al quale abbiamo applicato una punta, una cocca e delle ali, che vola verso il nostro obiettivo. Profondendo in quel volo tutta la tecnica di cui siamo capaci.
Quindi aiutiamo con una buona freccia, tutti gli sforzi fatti per affinare ed ottimizzare il nostro gesto.

Caratteristiche della freccia

È importante determinare innanzitutto lo spine delle frecce in ragione della potenza dell’arco al quale verranno associate.
Il buonsenso e la sicurezza, indicano un un rapporto uguale o superiore, alla potenza dell’arco stesso.

I Legni

I legni per le frecce devono avere delle caratteristiche specifiche: resilienzaresistenzapesorettilineità. Sono le fondamentali per ottenere un prodotto di apprezzabile resa.

In commercio ci propongono, mediamente, quattro tipi di essenze, naturalmente ce ne sono altre, ma quelle che vengono usate per la maggiore sono:

  • Il cedro di Port Orford (in realtà è quello che i botanici chiamano CHAMAECYPARIS LAWSONIANA, cioè il cipresso di Lawson, nulla a che vedere con il cedro che sia esso il deodara l’atlantico, del libano o altre speci, il cipresso do Lawson ,cresce in prevalenza nello stato dell’Oregon e qualcosa anche in California, il suo abitat sono i dirupi ed i canyon, attualmente questa specie di pianta è stata dichiarata vulnerabile, cioè, a rischio di estinzione)
  • il pino svedese
  • l’abete bianco
  • l’abete rosso, meglio conosciuto come sitka spruce
  • il bamboo

Altre essenze meno reperibili con la stessa facilità nei negozi, sono: viburno, nocciolo, sanguinello, ramino e altri ancora.
Quest’ultimi sono una prerogativa di coloro che si dedicano con cognizione di causa agli archi storici.

La scelta dei materiali

Sicuramente lavorando con il legno, incontreremo molti problemi.
Come prima cosa nel trovare le aste che abbiano uno spine ed un peso il più omogeneo possibile. È un lavoro che prende un sacco di tempo. Pesare decine e decine di aste (negoziante permettendo, e sono veramente pochi coloro che ti lasciano compiere questa operazione) e trovarne un pugno che si assomigliano non è cosa facile.
Questo non è un problema per coloro che possono per regolamento utilizzare alluminio o carbonio.
Ma non scambierò mai il profumo di un asta in cedro, pur “storta” che sia, con una perfetta e performante, asta in altro materiale, opinione molto personale.

Altra cosa che vale la pena di rimarcare, e quì mi rivolgo in particolare all’essenza di cedro, è il fatto che queste aste hanno tre livelli di catalogazione stando ai riferimenti che la Port Orford Cedar fornisce:

Unspined: letteralmente, non spinate, sono quelle dal costo inferiore in assoluto.
Quì è possibile trovare veramente di tutto, variazioni di peso e di spine in modo osceno.
Qui finiscono tutte quelle aste che sono state”scartate” dopo un sommario controllo, esempio, ua 40 di spine e 34 grammi di peso, o quelle che fanno la concorrenza alle banane.
Va da sè che nel mucchio qualcosa di buono lo si può trovare, ma l’aquisto è problematico se ti sei indirizzato su uno spine preciso.
Con una tolleranza di 20 punti, decisamente troppi, la cosa potrebbe essere fattibile a chi ha una scuola di tiro.

Select. Cioè quelle che sono state scelte con un occhio di riguardo, qui si và decisamente meglio.
La stragrande maggioranza degli arcieri utilizza, consciamente od inconsciamente questa fascia di aste.
Ovvio che il prezzo dalla singola lievita e di parecchio, ma se si vuole un qualcosa di buono da usare non puoi esimerti dall’acquisto di questa tipologia di aste.
Non che siano esenti da difetti, li hanno anche loro, ma un pò meno marcati.
Una garanzia di 5 punti di spine, e di una tolleranza di peso contenuto in pochi grammi.
La rettilineità è decisamente migliorata. È buona norma durante l’acquisto di controllarle una ad una, perlomeno in ragione della rettilineità, la garanzia dei 5 punti di spine ci mette in condizioni di operare in tal senso.

Premium. che stando ai parametri, spine contenuto in 0,3- 0,5 punti e peso in 0,2-0,5 grammi.
Rettilineità assoluta, aste che sono state selezionate e pesate una ad una.
Spinate e raggruppate per valori identici o molto molto prossimi.
Ma per piacere…andate da un commerciante, chiedete le premium e spinatele e pesatele davanti a lui. Poi ditemi quante hanno rispettato quei parametri, sapendo che sono state divise già alla fonte per gruppi identici…
Perchè ad 1,70 euro, le premium le hai solo nei tuoi sogni proibiti. Per avere aste con quelle caratteristiche, e ci sono quelle aste, devi salire a 3 o 4,5 euro ad asta.
Allora si che al momento dell’acquisto, visto che le devi ordinare espressamente, che te le forniscono già allo spine che le richiedi,e al peso che tu hai indicato, ti potrai permettere di leggere sullo spine tester il valore esatto e sulla bilancia pure il peso esatto,e che se una sola di quelle aste non rotolerà sul tavolo in modo uniforme con la sola forza di un leggero soffio la lascerai li dove è, ne conosciamo la controparte, una montagna di soldi…..ma per 12 frecce da gara…si può fare…

Metodo di costruzione

  • Qualunque sia l’essenza con la quale vi accingerete a costruire le vostre frecce, sappiate che ci sono alcune cose che devono essere controllate:
  • Che le vs aste siano il più rettilinee possibili.
  • Spinatele una ad una, e raggruppatele per vicinanza di spine. Valori che stanno dentro i 3/4 punti di spine sono molto buoni.
  • Pesatele, una tolleranza di 2 grammi è passabile.
  • È importante che dopo aver individuato il senso della fibra, lo si spini su entrambi i lati. Il più resistente, andrà a contatto con la finestra (attenzione, non il piatto di finestra), perciò segnatevi il lato opposto e li ci applicherete la penna indice.
  • Misurate la vostra asta e prendete la mezzeria, segnatela e poi mettete sotto al segno una lama tipo quella del cutter, non dal lato tagliente ovvio, e osservate da quale parte peserà di più, segnatevi il lato più pesante, e li applicherete la vostra punta.
  • Ora potete iniziare a temperare il codolo opposto per applicarvi la vostra cocca, l’intaglio della stessa risulterà esattamente in croce con il segno della penna indice.
  • È fondamentale che la cocca risulti estremamente in linea con l’asta, controllatela prima di incollarla, non abbiate remore a rifare il codolo se ciò non risultasse assolutamente a posto.
  • Applicate poi le vostre penne. Un leggero offset, contribuirà a far sì che la freccia, una volta scagliata, ruoti sul proprio asse acquisendo di fatto stabilità. La perdità di velocità con questo impennaggio o con uno elicoidale è trascurabile, un paio di piedi al secondo, ma ne guadagnamo in stabilità.
  • Tagliate lasta un paio di pollici oltre il vostro allungo, ora applicate la punta. Optate per le parallele con filetto, con una goccia di colla a caldo vi tolgono dai guai della perdita delle punte durante le estrazioni.
  • Per il F:O:C: lascio a voi la scelta, è personale come il punto di incocco, ognuno dopo svariate prove si troverà quello suo personale, ma quì si entra nel “fine tuning” dell’arco. Vi dirò solo una misura fra i 7 e i 12 centimetri verso la punta è buona cosa.
  • Isolate se volete le vostre frecce con dell’olio di lino, cera d’api e similari, una piccolissima barriera contro l’umidità.

Vi ho scritto questo, seguendo gli insegnamenti che Jean Marie Coche, ha trasmesso a coloro che lo hanno avuto come mentore, non è il vangelo, altri cotruiscono in modo differente, quindi lo ribadisco, non è imperativo, farle così, ci sono altre tecniche. NOI UTILIZZIAMO QUESTA…

Osvaldo Micheletti amico de La Via di Mezzo


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